E’ da molto tempo che vengono condotti
esperimenti per stabilire il rapporto delle
piante con la musica.
Personalmente li ho iniziati nel 1977, ma in
India erano già stati effettuati nel 1960
dal dr. Singh, capo del dipartimento di
Botanica all’Università di Annamalai. Un
altro ricercatore che si addentrò nel campo
delle relazioni pianta-suono, fu il botanico
George E. Smith di Normal, nell’Illinois.
Furono utilizzati suoni semplici, tipo il LA
di un diapason, oltre a suoni e brani
musicali orchestrati. Si è osservato che
alcuni suoni sono adatti a stimolare la
crescita delle piante.
Il suono ha una incontestabile influenza
sulla psiche umana. A seconda del brano che
stiamo ascoltando, la musica può renderci
allegri o felici, oppure, al contrario, può
darci noia o irritarci.
La musica è in grado di creare ripercussioni
anche fisiologiche sul nostro organismo;
difatti avvengono vere reazioni cellulari in
presenza di certi suoni.
La stimolazione delle piante tramite il
suono è complessa a causa delle
numerose variabili.
Le piante gradiscono la musica classica, ed
in special modo quella sacra. Anche gli
animali, del resto, vengono influenzati
dalla musica; nelle stalle olandesi viene
utilizzata la diffusione di brani musicali per aumentare la produzione di
latte.
Per un certo
periodo, (dal 1982 al 1992 circa), ho
condotto degli esperimenti interessanti,
eseguiti con l’impiego di una
apparecchiatura elettronica con circuito a
soglia; con questa apparecchiatura la pianta
poteva agire direttamente su di un
registratore, accendendolo o spegnendolo.
Ogni volta che si faceva udire alla pianta
della musica da discoteca o rock, essa
interrompeva l’alimentazione del
registratore dopo alcune decine di secondi,
ed erano inutili gli interventi manuali da
parte mia, perché ogni volta che attivavo il
registratore, questo veniva nuovamente
spento. Quando invece il registratore
diffondeva della piacevole musica
rilassante, la pianta lo riaccendeva
immediatamente, e questa volta erano vani i
tentativi di tenerlo spento.
Ipotesi scientifica
La reazione fisiologica
delle piante ai suoni si può ipotizzare come
dovuta alle pressioni elastiche che l’onda
sonora esercita sui tessuti. Un’onda
meccanica rappresenta una perturbazione
delle particelle nella materia, e nel
nostro caso, nelle cellule del vegetale.
Nel 1990 è stata scoperta la presenza di
un gene sensibile alle variazioni di
pressione; ciò avvalorerebbe maggiormente
tale ipotesi. Ovviamente questa peculiarità
servirebbe alla pianta per ricevere delle
informazioni ambientali quali: vento,
pioggia, connubio con gli insetti, ecc. mentre la
percezione del suono orchestrale
rientrerebbe in una sollecitazione casuale
prodotta dall’uomo. Per quanto riguarda gli
esperimenti empirici effettuati con brani
musicali di diversa natura, il fatto che le
piante migliorino il loro metabolismo basale
se inondate da alcuni brani specifici,
potrebbe chiamare in causa la legge della
risonanza e della consonanza, che porterebbe
ad accettare positivamente alcuni stimoli
sonori e a rifiutarne altri. Purtroppo a tal
guisa non esistono constatazioni
scientifiche tali da avallare attualmente
tale ipotesi.
ESPERIENZE CON I SUONI
1° Esperienza - stimolazione sonora
Materiale necessario :
- pianta in vaso
- riproduttore sonoro (giradischi,
magnetofono, ecc.)
- brani musicali (vedasi
descrizione)
L’esperimento consiste nel sottoporre la
pianta ad una stimolazione ambientale
sonora. La pianta viene posta a circa un
metro dalla fonte di diffusione (box
acustico) e durante l’arco della giornata,
per alcune ore, vengono diffusi brani
musicali il cui scopo è quello di stimolare
il metabolismo basale del vegetale.
Si consigliano i brani :
- in genere tutte le composizioni di Bach
- Rapsodia in blu di Gershwin
- La Passagère, George Schmitt Randall, RCA
- Ravi Schankar, Sitar; Ravi Schankar, D.
Grammphon
- Ragas Hameer & Gara; Ravi Schankar; D.
Grammophon
- Se l‘esperimento viene eseguito su semi
interrati : Suite in Re maggiore e Aria
sulla IV° corda, di J. S. Bach
Si ricorda che il volume del suono dev’essere
medio-basso.
L’illuminazione ambientale deve risultare
sufficiente e in generale la pianta deve
essere curata a seconda delle proprie
esigenze botaniche. A tal proposito è
consigliabile consultare un esperto nel
settore (fioraio, giardiniere, ecc.).
2° Esperienza - percezione selettiva
Materiale necessario :
- pianta, possibilmente fiorita
- riproduttore sonoro
- apparecchiatura elettronica
denominata “circuito a soglia”
- brani musicali (vedasi
descrizione)
L’esperimento in questione si propone di
verificare se le piante siano in grado di
selezionare la stimolazione sonora, quando
questa può rappresentare una qualità
positiva o, al contrario, negativa. Dalle
esperienze effettuate dai vari ricercatori,
si è potuto stabilire che le piante (alla
pari dell’uomo e dell’animale) gradiscono un
certo tipo di stimolazione sonora, perchè
favorevole alle funzioni vitali
dell’organismo. In generale la musica rock
ha un’azione negativa, mentre alcuni brani
di musica classica, in special modo quelli
usati come coadiuvanti nelle tecniche di
distensione (training, dinamica mentale...)
hanno un’azione positiva. Per effettuare
l’esperienza, si inserisce la spina di
alimentazione di un riproduttore,
(per esempio un magnetofono), nell’ingresso
dell'apparecchiatura a
circuito a soglia che, tramite delle sonde,
viene collegato alla pianta. Si verifica se
il tipo di musica è gradito oppure no. Nel
primo caso la pianta reagirà in modo tale da
tenere inserito il circuito, al contrario
reagirà disinserendolo.
3° Esperienza - simulazioni
metereologiche
Materiale necessario :
- pianta
- riproduttore sonoro
- fitorilevatore
- registrazione di effetti sonori
L’idea di questa esperienza prende forma
dalla verifica di una possibile percezione
del vegetale al sopraggiungere di eventi
ambientali naturali quali: vento, pioggia,
temporale... Si opera collegando la pianta
in esame (tramite due sensori)
all’apparecchiatura elettronica “fitorilevatore”;
si diffondono nell’ambente (uno alla volta)
i vari effetti sonori che si trovano
normalmente in commercio, riprodotti su
dischi o nastri. La reazione della pianta si
palesa tramite l’indicatore visivo-sonoro
del fitorilevatore, che indicherà la
probabile percezione dell’evento.
4° Esperienza - modulazione sonora
Materiale necessario :
- pianta
- apparecchiatura elettronica
“fitomusic”
In questo caso, l’esperimento si presenta
molto semplice, grazie all’uso di una
apparecchiatura elettronica appositamente
ideata, che assolve in toto i vari compiti
necessari al fine prefissato. Il fine
consiste nel prelevare le variazioni
bioelettriche vitali della pianta e
trasformarle in una successione di note
sonore poste su tre ottave. Ciò che ne
consegue è l’ascolto di un effetto sonoro
melodico, gradito all’orecchio umano, che è
direttamente dipendente dalle reazioni
biologiche della pianta. Potremmo dire, tra
le virgolette, che ciò che si ascolta è una
trasduzione sonora delle attività vitali del
vegetale in esame. L’esperimento
nell’esperimento consiste nel registrare
questo suono e poi farlo “riascoltare” alla
stessa pianta e notare se la nuova
trasduzione presenta dei legami con quella
registrata precedentemente. In questo caso
occorre avere in aggiunta un normale
registratore magnetico.
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Ascolta la musica
delle piante
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5° Esperienza - percezione ambientale
Materiale necessario :
- pianta
- apparecchiatura elettronica
“Biospeaker”
- materiale vario (vedasi testo)
Il Biospeaker è una apparecchiatura
elettronica in grado di trasformare le
variazioni bioelettriche delle piante in
parole di senso compiuto. Si potrebbe
definire un biofeedback parlante. La
possibilità di sperimentazione è vasta, ed è
rivolta alla constatazione di una possibile
correlazione tra ambiente-stimolo (al quale
la pianta è sottoposta) e reazioni di tipo
bioelettrico della pianta stessa. Ad
esempio, sottoponendo la pianta ad uno
stress termico e luminoso (ad esempio una
luce intensa nelle vicinanze) il Biospeaker
tradurrà le variazioni elettriche in parole
tipo: troppo, luce, stop... Nel nostro caso
l’esperimento può essere indirizzato alla
verifica di stimolazioni sonore. Questa
apparecchiatura può (in parte) far ripetere
le varie esperienze proposte nelle
precedenti schede.
Valerio Sanfo